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Metaverso e AI, tra supercomputer e nuove funzionalità

Due delle più importanti innovazioni del XXI secolo, Metaverso e intelligenza artificiale (AI) sono pronte a unire le forze per dare vita a varie applicazioni che potrebbero letteralmente rivoluzionare la nostra vita.

A inizio anno infatti Meta, voltre ad essere impegnata con l’uscita dei suoi visori, ha presentato l’AI Research SuperCluster (RSC), che una volta ultimato sarà in assoluto il computer più potente al mondo. Come dichiarato dall’azienda, uno dei compiti del supercomputer sarà proprio quello di mantenere operativi e funzionanti i mondi digitali che compongono il metaverso. Nello specifico, ci sono diverse funzionalità rese possibili dalla combinazione tra metaverso e intelligenza artificiale.

Ambienti e personaggi nel metaverso

Sarà innanzitutto possibile creare un ambiente virtuale. Non più però “manualmente” grazie a un team di sviluppatori, bensì attraverso un modello di AI generativa. L’intelligenza artificiale provvederà poi a creare il nostro avatar realistico. Presto infatti lo spostamento sul metaverso di contesti formali come quello lavorativo richiederà la presenza di un nostro alter ego che non sia la riproduzione di qualche pupazzetto dei cartoni animati.

Una volta creati ambienti e personaggi digitali, bisognerà poi animarli. Un’ulteriore implementazione sarà dunque la capacità di catturare i movimenti (espressioni facciali incluse) del nostro avatar e trasformarli in movimenti dell’avatar sul metaverso. Inoltre, grazie all’intelligenza artificiale, sarà possibile far svolgere attività sempre più complesse agli NPC (Non-Playing Characters), come aiutare gli utenti e addirittura intrattenere conversazioni “profonde”.

Metaverso e sue nuove funzionalità

Più che introdurre funzionalità nuove, sarà importante implementarne alcune che tutto sommato già conosciamo nella nostra esperienza quotidiana con i device digitali. Per esempio consentire a un gruppo di persone di lingua diversa di parlarsi e capirsi in tempo reale. Inoltre, come già succede sui social network, è probabile che diversi algoritmi si metteranno in modo per tenerci il più possibile collegati e che siano utilizzati dalle aziende per ammaliarci con iniziative di marketing. Ma anche per creare un efficace sistema di vigilanza volto a punire e disincentivare offese, molestie e abusi.